Se non si ha spazio per stendere i panni ad asciugare o l’aria che circola è inquinata dallo smog e potrebbe annerire gli indumenti stesi sul balcone allora l’asciugatrice può venirci incontro per risolvere il problema. Di asciugatrici in commercio esistono tipologie diverse per programmi, caratteristiche e prezzi. I modelli in vendita, visibili sul sito www.asciugatricimigliori.it, si suddividono in tre macro-categorie in base al tipo di funzionamento, che sfrutta in tutti i casi una fonte di calore a condensazione, a gas e a pompa di calore. Le prime, dette anche a resistenza, asciugano con un sistema azionato da una ventola che irradia calore in  modo uniforme all’interno dell’oblò della macchina.

Le asciugatrici a gas, invece, a differenza dei due altri tipi che funzionano a elettricità, sfrutta l’impianto di riscaldamento a gas o a metano per asciugare, sono più rare delle altre e si contano sulle dita di una mano le case di produzione di questo particolare modello anche perché i costi di installazione sono nettamente superiori, per quanto presenti il vantaggio di un’asciugatura più rapida. Decisamente più diffusa e conveniente in termini di costi di allestimento e risparmio energetico è l’asciugatrice a pompa di calore, che asciuga la biancheria uscita dalla lavatrice mediante un compressore tipo climatizzatore.

Dall’umidità della biancheria da asciugare si crea una condensa che finisce in una vaschetta da svuotare ad ogni ciclo. Soffermandoci sui due modelli elettrici a condensazione e a pompa di calore, restano da valutare due fattori per niente trascurabili, come il prezzo e le spese energetiche. Dal punto di vista del costo iniziale l’asciugabiancheria a condensazione è di sicuro meno cara, ma se si va a guardare il consumo energetico allora la scelta ricade sul modello a pompa di calore in grado di limitare gli sprechi e di farci risparmiare. A conti fatti e a lungo andare, infatti, l’asciugatrice a pompa di calore, pur presentando prezzi di listino superiori alla ‘collega’ a condensazione (ma nemmeno poi tanto, si parla di una cinquantina di euro di differenza nella media, o anche di meno) è l’elettrodomestico più amico della bolletta, dettaglio assolutamente non trascurabile di questi tempi

6 novembre 2019